Asobu 2020 (2.0): io sono ancora qua


Asobu 2020 è qui. 
O se preferite, Asobu 2.0, che è la stessa cosa, quasi (che bell'anno per ricominciare, tondo tondo). 


La prima domanda che sorge spontanea è: perché?
Boh.
Perché no?
Voi avete una spiegazione logica per ogni cosa che fate?
Sì? Beati voi. Io la metà delle volte brancolo nel buio come un imbecille
Da quando ci siamo lasciati nel 2016 sono successe tante di quelle cose che non saprei nemmeno dove cominciare per raccontarvele tutte. Probabilmente non vi interesserebbe nemmeno troppo, non ho una vita tanto interessante. Mi sono laureato in Ingegneria, tipo, un traguardo importante vero? Solo che 6 anni e tante lacrime dopo, mi sono accorto che non faceva per me, che non ero un Ingegnere. Cioè, lo sono, ma non lo sono. 
Vedete la confusione? Vedete? Ecco.

In preda a un raptus di follia ho deciso di imbarcarmi in un'impresa disperata: vivere di scrittura, o meglio, di giornalismo videoludico a 360 gradi; di copyrighting, si dice oggi. Video, recensioni, testi vari, articoli su riviste (di questi sono molto orgoglioso, è sempre stato il mio sogno essere pubblicato su di una rivista, e ora sono stato in edicola su ben 7 uscite differenti). 
E allora? Giusto, il punto è un altro: perché sono tornato qua, dove tutto è iniziato, dove il dubbio si è insinuato per la primissima volta in me, facendomi pensare: cosa sto facendo della mia vita?



Questo, sto facendo questo. E mi piace!

Semplice. Sono qui, tanti video stupidi dopo (il canale di Asobu l'ho trasformato in una specie di circo degli orrori, che però a essere onesto non mi dispiace nemmeno troppo, mi fa ridere abbastanza) e a seguito tanti articoli, video e speciali più seri, scritti e pubblicati su GamesVillage.it in particolare (fateci un salto che merita davvero, ci sono molte penne talentuose e impegnate) perché... sono un sognatore.

Perché lo devo a questo progettino scemo tirato su in compagnia di amici vari che sono andati e venuti (R.I.P. President ShinRa, non sei morto ma non scrivi più, e mi piange il cuore), perché lo devo a me stesso. Perché adoro scrivere la mia opinione, i miei pensieri, adoro sentire di far parte di qualcosa di più vasto, di una comunità. Sono qui perché, in barba alla decenza, alla convenienza, all'opinione pubblica, al giornalismo che è morto e non lo sa, al giornalismo videoludico che non è nemmeno propriamente nato, e già non si sente troppo bene, voglio crederci ancora. 


Scriverò di tutto quello che vedo, gioco o leggo e che non devo pubblicare su altri media o riviste o siti, canali YouTube e via dicendo. Scriverò di manga, anime, film, serie tv, videogiochi, lego, action figure, viaggi nerd, eventi e, in generale, tutti i miei passatempi saranno riversati su questa piattaforma digitale. Pubblicherò aggiornamenti sulle mie altre pubblicazioni, vi romperò le scatole, insomma, a tutto tondo: bello eh? 
Gli articoli scritti in passato, molti dei quali hanno perso immagini o formattazione per via dei cambi nel blog (vi piace a proposito? l'ho svecchiato un pochitto) resteranno consultabili: abbiate pietà di loro, e di me, che non potevo controllarli tutti; ci saranno errori, refusi, la qualità non sarà la stessa (spero) di quelli che pubblicherò d'ora in avanti, tre anni e passa di esperienza, in una VERA redazione, dopo. 
E chissà, magari un giorno ne avrò una mia, di redazione.
Magari. 
...

"Non andrai lontano" mi dite.
Vi sento come foste accanto a me, perché me lo ripeto io stesso ogni giorno. 
"Non andrò lontano" mi dico.
Probabilmente no.
Ma non potrò dire di non averci provato: voi potete affermare lo stesso? Spero di sì, per voi.
Lo spero per me.
Per ora ho la speranza, e tanto mi basta.
"Eh ma sperato è morto in-" LO SO. 

Preparatevi, dunque, perché Asobu è tornato per restare. Diverso da prima, più conscio dei propri limiti e della vastità del pozzo in cui, quando era ancora un piccolo girino, si è tuffato. 
"Vuoi fare il giornalista influencer??? Ma ndovai, a tossico!"
Eh, un'altra bella domanda. 
La risposta è 42.


Saranno contenuti diversi quelli di Asobu 2020, un sito, una raccolta, un blog, meno ingenuo e più "mio": "personale", ma per voi, per tutti quelli che lo leggeranno potremmo dire; voi che leggerete (spero) le mie opinioni facendovene di vostre, voi che le diffonderete (spero) a chi ne ha ancora di diverse, in una giostra che va, questa vita cheeeeeeeeeeeeeeeh ci provo.
Ci proviamo?
Ci proviamo, dai.

Un grazie, infine, lo devo a chi mi supporterà, a chi mi darà la sua opinione, a chi mi ha aiutato fino a oggi consapevolmente, ma anche a chi lo ha fatto inconsapevolmente, facendomi crescere.
Ora, più di prima, sono pronto: mi sento pronto.
Spero di esserlo davvero.


Come prima, più di prima, noi, ormai io, siamo/sono qui. 
Il vostro "Boss", come mi definivo nel 2016: 
Lorenzo Mango (ci mettiamo la facciah nel 2020).
Giocare, crescere, per credere.

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